L’AI generativa ha abbassato terribilmente le barriere all’ingresso dello sviluppo software: oggi chiunque può generare qualcosa che funziona. Ma il soffitto di quanto è possibile continua ad alzarlo il connubio tra abilità ingegneristiche, di design, di prodotto e di business. C’è una differenza enorme tra il Vibe Coding e la disciplina di chi progetta, testa e revisiona prodotti digitali, anche tramite l’Agentic Engineering. Il linguaggio di programmazione più potente è diventato la lingua che parliamo tutti i giorni, ma senza solide basi non sappiamo cosa chiedere, verso dove andare o quali scelte di business fare. Una serata su cosa sta cambiando, raccontata da chi ha deciso di immergersi e poi risalire a galla. Usando e raccontando le principali tecniche per crescere come professionisti, mettendo in discussione le best practices, con l’obiettivo di scoprire cosa vuol dire oggi fare software, andando più solidi e sicuri verso il domani.
Alle prese con una presentazione da fare in poco tempo, ho trasformato vecchi screenshot in una nuova presentazione usando ChatGPT: non con un’unica richiesta, ma attraverso un processo a fasi, più controllabile, riutilizzabile ed efficace.
Cosa si può davvero automatizzare nello sviluppo software, e cosa invece richiede ancora il nostro giudizio? Il caso TripCrew: le lezioni imparate nello sviluppo di un multi-agent trip planner interamente vibecodato.
Claude.ai affronta un task complesso - Luci e ombre
Augusto Ciuffoletti
Cosa succede quando si sottopone ad un’AI un task con un dominio non circoscritto ma che deve considerare e mettere insieme diversi aspetti? Ho messo alla prova Claude su un problema che riuniva aspetti logistici, gastronomici, nutrizionali e, ovviamente, tecnologici.
Il sapere aziendale è spesso sparso tra mail, PDF o nelle teste dei colleghi. A pagarne il prezzo è il cliente in attesa di una risposta. Sapientone è un esperimento di vibecoding per esplorare una soluzione al problema.